Se esiste per ogni filone cinematrografico un padre putativo, un iniziatore geniale, allora è indubbio che l'horror italiano ha trovato in Mario Bava il proprio vate e il proprio mentore. Anche se , cronologicamente parlando, si è soliti datare al 1957 l'inizio del cinema gotico-fantastico italiano con i vampiri di Riccaro Freda, è pur vero che la prima opera di horror puro girata in italia non può che considerarsi La Maschera del demonio, diretta appunto da Mario Bava nel 1960. Va detto comunque che bava offrì un contributo non idifferente ai Vampiri, non solo prestando la sua opera di ispirato direttore della fotografia e inventore di trucchi ad effetto, ma girandone lui stesso non poche sequenze, dopo il ritiro di Freda dovuto a screzzi con la produzione. |
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Mario Bava nasce a San Remo nel 1915. La figura di suo padre, Eugenio, pioniere del cinema muto (operatore, titolista, direttore degli effetti speciali) fu molto importante.Il figlio Mario lo racconta ironicamente così: "Mio padre, cravatta e fiocco rivoluzionario, era un artista, prototipo del bohémien. Era pittore, scultore, fotografo, chimico, elettricista, medium, inventore: perse anni a studiare il moto perpetuo. Verso il 1908 conobbe il cinema, si gettò nella nuova arte, diventando operatore". Logico che il piccolo Mario, con un padre così, avesse il destino segnato.
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| Anche lui fu grande un inventore, anche se, a differenza del dispersivo genitore, preferì lasciar perdere tutto, anche la vocazione di pittore (era piuttosto bravo e quest'abilità gli tornò comunque utile una volta dietro la macchina da presa) per dedicarsi unicamente al cinema. Grazie al rapporto con il genitore Mario Bava vide sbocciare il suo amore (amore-odio lo definiva lui) per i trucchi di scena, sempre artigianali, fatti in casa con immenso amore." Facevamo di tutto, si risolveva tutto all'italiana, pochi mezzi e tanto ingegnaccio: l'entusiamo che avevamo ci rendeva felici per i risultati ottenuti, aiutandoci a dimenticare i soldi che non saremmo mai riusciti a fare con il nostro lavoro". Bava diventò operatore, e direttore della fotografia lavorando per una grande quantità di registi (Mario Soldati, Aldo Fabrizzi, Steno Mario Monicelli). Bava faceva molto comodo sul set, riusciva a risolvere qualsiasi problema con la minima spesa. Bava si avvicina al genere horror grazie all'amico Freda. Correva l'anno 1957: grazie a una scommessa fra addetti nasceva il cinema dell'orrore all'italiana. | ![]() |
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